La mia storia.

Il dolore è inevitabile.
La sofferenza è una scelta.

– Mantra buddista –

L’attuale capitolo della mia vita è iniziato nel 2022, anno in cui mi è stato diagnosticato il cancro.

Negli anni non ho mai pensato neanche lontanamente di poter ammalarmi di cancro, inconsciamente ho sempre pensato che fosse una malattia che potessero avere gli “altri” ed invece è toccata anche a me.

Sì, proprio a me.

Una donna giovane, con molti progetti, obiettivi, speranze, energie, con una grande voglia di vivere e di esplorare il mondo.

La primissima sensazione che provai quella mattina fu il “vuoto cosmico”, dentro e fuori me.
Immediatamente dopo bussò alla porta la paura.
Fiera, cupa, tagliente, sinuosa e penetrante.

Cosa mi fece così paura?
L’ignoto, la morte, quello che sarebbe stato o forse quello che non era stato ancora fatto.

I primi mesi dopo la diagnosi sono stata dominata dallo smarrimento, dalla confusione, non vedevo la luce ed ero arrabbiata con tutti e con la vita.
Avvertivo un senso di impotenza e frustrazione profonda, ero vulnerabile, avrei voluto qualcuno al mio fianco che sapesse veramente cosa significasse vivere quell’esperienza. Ho attraversato la cosiddetta “notte oscura dell’anima”, oscillando tra dolore e depressione.

Ho iniziato così a ricercare professionisti, associazioni e strumenti che potessero aiutarmi ad affrontare quella fase così critica.
Non sapevo cosa stessi cercando esattamente, forse qualcosa in grado di alleggerire quel peso così ingombrante.

Questa fase è stata intensa e difficile; non mi sono accontentata, ho sperimentato, scommesso, commesso errori di valutazione, sofferto, sono caduta e mi sono rialzata centinaia di volte.

Ho capito che la malattia può essere davvero un momento di inversione di rotta, di consapevolezza, di analisi, può essere uno sguardo limpido verso tutto ciò che ci circonda, verso noi stessi e la vita intera.

Ho capito che anche l’anima deve essere curata e che, a volte, la guarigione dell’anima non coincide con la guarigione fisica.

Ho capito che ne vale sempre la pena e che ci vuole coraggio.

Coraggio, dal latino “cor habeo”, vuol dire avere cuore, agire con il cuore. Il coraggio quindi è quella forza d’animo che scaturisce quando facciamo le cose a cui davvero teniamo. Quella forza segreta che ci fa affrontare paure e pericoli.

Ho capito che ogni volta che ci si confronta con un evento estremamente negativo dobbiamo necessariamente uscire dalla nostra zona di comfort per oltrepassarlo.

La reazione che la maggior parte di noi ha in situazioni come questa è cercare di ripristinare nel più breve tempo possibile la “quotidianità” che ha preceduto l’evento traumatico, dando per scontato che sia quello di cui abbiamo veramente bisogno.

E se invece il nostro precedente stile di vita non fosse più in linea con la nostra nuova “vita” o nuova “essenza”?

E se fosse stato proprio lo stile di vita precedente una causa o concausa dell’evento negativo che si è palesato?

Con il passare dei giorni capivo sempre più che non avevo davvero più bisogno di ristabilire l’equilibrio pre-malattia ma avevo bisogno di un nuovo equilibrio.

Per muoverci in questa direzione è necessario accettare sia le emozioni che proviamo che la loro destabilizzante intensità. Bisogna lasciare spazio al dolore. Forse abbiamo proprio bisogno di attraversarlo.

Spesso ci si comporta come se il dolore, invece che essere ascoltato, riconosciuto e accettato, debba essere nascosto e messo da parte perché le emozioni dolorose sono inaccettabili.

Questo percorso di consapevolezza, che mi ha accompagnata nella prima fase della malattia, e mi sta ancora accompagnando durante questa fase di cura e cure, mi aiuta a lasciare andare i pensieri e le parole e a concentrarmi su nuove azioni, nella speranza che qualcosa di nuovo accada.

“Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.”
Lo scriveva Ippocrate, circa 2500 anni fa.

Se mi vuoi conoscere meglio, scopri di più su di me.

Se sei qui è perché anche tu hai fatto il primo passo verso il cambiamento.

Non puoi cambiare la tua mente, e quindi la tua vita, se non fai qualcosa di diverso rispetto a quello che hai sempre fatto, se non ti prendi un impegno reale con la persona più importante che esiste: te stesso.

Se anche tu stai affrontando una sfida

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